Come leggere un'attestazione SOA: guida pratica alla qualificazione dell'impresa
Come leggere e gestire un'attestazione SOA: categorie, classifiche, ISO 9001, classifica III, verifica triennale, rinnovo e scadenze.
Avere la SOA è una cosa. Saperla leggere e gestire è un'altra.
Nel precedente approfondimento della TRT Academy abbiamo visto cos'è l'attestazione SOA, a cosa serve e come funziona il sistema di qualificazione per l'esecuzione dei lavori pubblici.
Adesso facciamo un passo avanti.
Immaginiamo di avere davanti l'attestazione di un'impresa.
Potremmo trovare, ad esempio:
OG1 – Classifica III
OG3 – Classifica II
OS6 – Classifica I
OS30 – Classifica II
Ma un'attestazione SOA contiene molte più informazioni di quanto possa sembrare.
Categorie e classifiche rappresentano certamente il cuore del documento, ma occorre prestare attenzione anche al sistema di qualità, alle date, alla verifica triennale e alla scadenza dell'attestazione.
E soprattutto occorre comprendere che la SOA non è un documento statico.
Ha un proprio ciclo di vita che può e dovrebbe essere gestito in funzione dell'evoluzione dell'impresa.
Vediamo quindi come leggere un'attestazione SOA e quali informazioni possiamo ricavare.
1. Quali categorie possiede l'impresa?
La prima informazione da osservare è l'elenco delle categorie presenti sull'attestazione.
Nel nostro esempio troviamo:
OG1 – Classifica III
OG3 – Classifica II
OS6 – Classifica I
OS30 – Classifica II
Senza tornare sulla distinzione tra categorie generali OG e specializzate OS già affrontata nel precedente approfondimento, possiamo utilizzare queste informazioni per costruire una prima fotografia della qualificazione dell'impresa.
La presenza della OG1 indica una qualificazione nell'ambito degli edifici civili e industriali.
La OG3 riguarda invece strade, autostrade, ponti, viadotti, ferrovie, metropolitane e le altre opere comprese nella relativa declaratoria.
La OS6 riguarda finiture di opere generali in materiali lignei, plastici, metallici e vetrosi.
La OS30 riguarda impianti interni elettrici, telefonici, radiotelefonici e televisivi.
Già questa prima lettura permette di comprendere un concetto importante:
non siamo davanti semplicemente a una “impresa con la SOA”.
Siamo davanti a un'impresa qualificata in determinate categorie di lavorazioni.
2. La classifica deve essere letta insieme alla categoria
Accanto a ogni categoria troviamo una classifica.
La classifica individua il livello economico della qualificazione posseduta dall'impresa in quella specifica categoria.
Nel nostro esempio:
OG1 – III
significa che l'impresa possiede una qualificazione OG1 in Classifica III.
Mentre:
OS6 – I
significa che nella categoria OS6 possiede una qualificazione in Classifica I.
La stessa impresa può quindi avere livelli di qualificazione differenti nelle diverse categorie.
È quindi poco preciso affermare semplicemente:
“L'impresa ha una SOA di Classifica III”.
È più corretto chiedersi:
“In quale categoria possiede la Classifica III?”
La categoria ci dice per quali lavorazioni l'impresa è qualificata.
La classifica ci indica il livello economico della qualificazione posseduta in quella categoria.
3. Perché la Classifica III rappresenta una soglia importante
Nella lettura di un'attestazione SOA la Classifica III merita particolare attenzione.
Non soltanto perché rappresenta un livello economico superiore rispetto alle classifiche I e II.
Il raggiungimento della Classifica III produce anche altre conseguenze concrete per l'impresa.
La prima riguarda il sistema di qualità aziendale.
Per la qualificazione nelle classifiche III e superiori, la disciplina SOA richiede il possesso della certificazione del sistema di qualità aziendale conforme alle norme europee della serie UNI EN ISO 9000.
Nella pratica il riferimento è alla certificazione UNI EN ISO 9001 relativa al sistema di gestione per la qualità.
Questo significa che il passaggio dalla Classifica II alla Classifica III non deve essere letto soltanto come:
“posso qualificarmi per importi maggiori”.
Rappresenta anche un passaggio organizzativo.
Un'impresa che intende raggiungere e mantenere qualificazioni dalla Classifica III in avanti deve quindi considerare anche la certificazione e il mantenimento del proprio sistema di qualità.
4. Classifica III ed esonero dalla patente a crediti
Oggi esiste un secondo motivo per prestare particolare attenzione alla Classifica III.
L'art. 27 del D.Lgs. 81/2008 disciplina la patente a crediti per imprese e lavoratori autonomi operanti nei cantieri temporanei o mobili.
La normativa prevede però un'esclusione specifica per le imprese in possesso dell'attestazione SOA in classifica pari o superiore alla III.
Questo determina un effetto pratico importante.
Un'impresa in possesso di attestazione SOA almeno in Classifica III rientra nell'esclusione prevista dalla normativa e non è quindi tenuta al possesso della patente a crediti.
L'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha inoltre chiarito che, ai fini dell'esclusione, rileva il possesso della Classifica III o superiore indipendentemente dalla specifica categoria SOA nella quale tale classifica è posseduta.
Possiamo quindi sintetizzare:
Perché la Classifica III è una soglia importante?
Qualificazione SOA: aumenta il livello economico della qualificazione.
ISO 9001: dalla Classifica III assume rilevanza obbligatoria il sistema di qualità previsto dalla disciplina SOA.
Patente a crediti: il possesso di una SOA almeno in Classifica III consente all'impresa di rientrare nell'esclusione prevista dall'art. 27 del D.Lgs. 81/2008.
Sono effetti derivanti da discipline differenti, ma rendono oggi particolarmente significativa questa soglia.
5. La SOA non è soltanto categorie e classifiche
Quando si riceve un'attestazione SOA è facile concentrare l'attenzione esclusivamente sulla parte relativa alle categorie.
Ma una lettura corretta dovrebbe considerare anche le altre informazioni presenti nel documento.
Tra queste:
- dati identificativi dell'impresa;
- organismo SOA che ha rilasciato l'attestazione;
- categorie e classifiche;
- certificazione del sistema di qualità, quando prevista;
- data di rilascio dell'attestazione;
- data della verifica triennale;
- scadenza quinquennale;
- eventuali ulteriori indicazioni presenti nel documento.
Le date, in particolare, non devono essere considerate informazioni secondarie.
Ci permettono di capire in quale momento del ciclo di vita si trova l'attestazione.
6. Il ciclo di vita dell'attestazione SOA
L'attestazione SOA non è un documento ottenuto una volta per tutte.
Ha un proprio ciclo.
In condizioni ordinarie possiamo rappresentarlo così:
PRIMA ATTESTAZIONE → VERIFICA TRIENNALE → RINNOVO → NUOVA VERIFICA TRIENNALE → NUOVO RINNOVO → ...
L'efficacia dell'attestazione è quinquennale, ma al terzo anno interviene la verifica del mantenimento dei requisiti.
Il primo ciclo può quindi essere rappresentato in maniera molto semplice:
ANNO 0 → PRIMA ATTESTAZIONE
↓
ANNO 3 → VERIFICA TRIENNALE
↓
ANNO 5 → RINNOVO
↓
NUOVA ATTESTAZIONE
↓
ANNO 3 → NUOVA VERIFICA
↓
ANNO 5 → NUOVO RINNOVO
e così via.
Questo significa che la gestione della qualificazione SOA non dovrebbe essere concentrata soltanto sulla scadenza finale.
Il terzo anno rappresenta già un momento molto importante.
7. Cosa avviene con la verifica triennale?
La verifica triennale serve a controllare il mantenimento dei requisiti previsti dalla disciplina SOA.
In caso di esito positivo l'impresa prosegue con l'attestazione esistente fino alla sua naturale scadenza quinquennale.
Possiamo quindi rappresentare il percorso:
Prima attestazione
↓
3 anni
↓
Verifica triennale
↓
ulteriori 2 anni
↓
Rinnovo
La verifica triennale, quindi, non genera una nuova attestazione valida altri cinque anni.
Permette di completare il ciclo quinquennale dell'attestazione esistente.
Per questo motivo la scadenza triennale deve essere monitorata con attenzione.
La disciplina consente di attivare la procedura di verifica nei novanta giorni precedenti la scadenza del triennio.
Se la verifica viene effettuata dopo la scadenza, possono prodursi conseguenze sulla possibilità dell'impresa di utilizzare regolarmente l'attestazione nel periodo intercorrente.
La gestione della verifica dovrebbe quindi essere programmata con anticipo.
8. Ma al terzo anno esiste anche un'altra possibilità
Il momento della verifica triennale può diventare qualcosa di più di una semplice scadenza amministrativa.
L'impresa può infatti valutare se procedere con la normale verifica triennale oppure se esistano le condizioni e la convenienza per richiedere direttamente un rinnovo dell'attestazione.
Il rinnovo può essere richiesto anche prima della scadenza quinquennale, secondo le condizioni previste dall'Allegato II.12.
Questa possibilità introduce una valutazione interessante dal punto di vista della gestione della qualificazione.
STRADA 1 – VERIFICA TRIENNALE
L'impresa mantiene sostanzialmente il ciclo dell'attestazione esistente.
Prima attestazione
↓
3 anni
↓
Verifica triennale
↓
altri 2 anni
↓
Rinnovo
Questa strada porta l'attestazione fino alla naturale scadenza dei cinque anni.
STRADA 2 – RINNOVO
L'impresa può invece valutare di procedere con il rinnovo.
Con il rilascio della nuova attestazione decorre un nuovo periodo di efficacia quinquennale.
Il percorso diventa quindi:
Prima attestazione
↓
circa 3 anni
↓
Rinnovo
↓
NUOVA ATTESTAZIONE – nuovo ciclo di 5 anni
↓
nuova verifica al terzo anno
↓
nuova scadenza al quinto anno
Questo significa che il rinnovo effettuato in quel momento non consente semplicemente di arrivare ai due anni mancanti dell'attestazione precedente.
Fa partire un nuovo ciclo quinquennale.
9. Verifica o rinnovo? Non è soltanto una questione di scadenze
Qui la gestione della SOA diventa strategica.
Arrivati al terzo anno, non sempre la domanda dovrebbe essere soltanto:
“Quando dobbiamo fare la verifica?”
Potrebbe essere utile chiedersi anche:
“Com'è cambiata l'impresa negli ultimi tre anni?”
Nel frattempo potrebbero essere maturati:
- nuovi lavori;
- nuovi CEL utilizzabili ai fini della qualificazione;
- requisiti per incrementare una classifica;
- requisiti per ottenere nuove categorie;
- una maggiore capacità economica;
- nuove esperienze tecniche;
- nuovi obiettivi commerciali.
Se la qualificazione posseduta continua a essere perfettamente coerente con le necessità dell'impresa, la verifica triennale consente di proseguire il ciclo dell'attestazione.
Se invece l'impresa è cresciuta e ha maturato requisiti che consentono di costruire una qualificazione diversa o superiore, può essere opportuno valutare anche il rinnovo.
La decisione dovrebbe quindi partire da una fotografia dei requisiti effettivamente disponibili.
La scadenza triennale non è soltanto una scadenza amministrativa: può diventare un momento di programmazione della qualificazione SOA.
10. Un esempio pratico
Immaginiamo un'impresa che tre anni prima abbia ottenuto:
OG1 – III
OS6 – I
Durante i tre anni successivi l'impresa ha però eseguito nuovi lavori.
Sono stati acquisiti nuovi CEL e potrebbero essere maturati i requisiti per:
incrementare OG1
oppure
incrementare OS6
oppure ancora
ottenere una nuova categoria SOA.
Arrivati alla scadenza triennale abbiamo quindi due possibili ragionamenti.
Il primo:
“La qualificazione attuale è ancora adeguata: procediamo con la verifica e continuiamo fino alla scadenza quinquennale.”
Il secondo:
“L'impresa oggi dispone di requisiti differenti rispetto a tre anni fa: verifichiamo se sia conveniente procedere con un rinnovo e costruire una nuova attestazione.”
È in questo passaggio che la gestione della SOA smette di essere una semplice gestione documentale.
Diventa programmazione della qualificazione.
11. La certificazione ISO 9001 deve essere gestita insieme alla SOA
La certificazione del sistema di qualità non dovrebbe essere considerata un elemento separato dalla gestione dell'attestazione.
Per le imprese qualificate nelle classifiche per le quali il sistema di qualità è richiesto, la certificazione deve essere mantenuta valida.
SOA e ISO 9001 devono quindi essere coordinate.
Scadenze, rinnovi, variazioni e mantenimento della certificazione possono incidere sulla gestione della qualificazione.
Questo aspetto diventa ancora più importante per un'impresa che oggi possiede soltanto classifiche I o II ma sta programmando il passaggio alla Classifica III.
L'obiettivo non può essere valutato soltanto sulla base dei lavori eseguiti.
Occorre programmare anche il requisito relativo al sistema di qualità.
12. L'attestazione fotografa l'impresa di oggi
Torniamo al nostro esempio:
OG1 III
OG3 II
OS6 I
OS30 II
Questa è una fotografia.
Ci dice cosa l'impresa possiede oggi.
Ma una buona gestione della qualificazione dovrebbe aggiungere una seconda domanda:
questa SOA è coerente con i lavori che l'impresa vuole eseguire nei prossimi anni?
Un'impresa potrebbe aver sviluppato maggiormente il settore impiantistico.
Potrebbe aver maturato requisiti per incrementare OS30.
Potrebbe aver eseguito lavori appartenenti a una categoria non ancora presente nell'attestazione.
Oppure potrebbe avere maturato requisiti sufficienti per aumentare la classifica in una categoria già posseduta.
La lettura della SOA diventa quindi anche il punto di partenza per programmare la sua evoluzione.
13. Cosa l'attestazione non ci dice
Un'attestazione SOA ci permette di conoscere la qualificazione posseduta dall'impresa.
Ma non ci dice automaticamente se l'impresa possa partecipare a qualsiasi gara nella quale compaiano quelle categorie.
Questa è un'analisi successiva.
Occorrerà mettere la SOA in relazione con:
- categorie richieste;
- importi delle lavorazioni;
- categoria prevalente;
- eventuali categorie scorporabili;
- classifiche;
- modalità con cui l'impresa intende assumere ed eseguire i lavori.
Dobbiamo quindi mantenere distinti due momenti:
LEGGERE LA SOA
e
VERIFICARE LA SOA RISPETTO A UNA SPECIFICA GARA.
In questo approfondimento stiamo imparando a leggere e gestire il documento.
Il confronto con la singola procedura sarà il passaggio successivo.
Una scheda pratica di controllo
Quando abbiamo davanti un'attestazione SOA possiamo porci alcune domande.
Quali categorie possiede l'impresa?
Quale classifica possiede per ciascuna categoria?
È presente almeno una Classifica III?
La certificazione ISO 9001 è presente e valida quando richiesta?
Quando è stata rilasciata l'attestazione?
Quando scade il triennio?
Quando scade il quinquennio?
Alla prossima scadenza conviene effettuare la verifica oppure valutare un rinnovo?
Sono maturati nuovi requisiti?
Possiamo incrementare qualche classifica?
Possiamo ottenere nuove categorie?
La qualificazione attuale è ancora coerente con i lavori che l'impresa vuole acquisire?
Sono domande semplici, ma trasformano la SOA da documento amministrativo a strumento di programmazione aziendale.
Conclusioni
Un'attestazione SOA racconta molto più di quanto possa sembrare a una prima lettura.
Categorie e classifiche rappresentano il cuore della qualificazione, ma intorno a queste informazioni esiste un vero e proprio ciclo di vita dell'attestazione.
La Classifica III rappresenta inoltre una soglia particolarmente significativa: oltre agli effetti sulla qualificazione economica, si collega al requisito del sistema di qualità e, oggi, anche all'esclusione dall'obbligo della patente a crediti prevista dal D.Lgs. 81/2008.
Allo stesso modo, la verifica triennale non dovrebbe essere vista soltanto come una scadenza.
Può diventare il momento nel quale l'impresa decide se:
mantenere l'attestazione esistente fino al quinto anno
oppure
valutare un rinnovo e costruire una nuova qualificazione sulla base dei requisiti maturati.
Possiamo quindi sintetizzare una buona gestione della SOA in quattro parole:
LEGGERE → MONITORARE → VALUTARE → PROGRAMMARE
Perché l'attestazione fotografa ciò che l'impresa è qualificata a fare oggi.
La gestione della qualificazione deve invece considerare anche ciò che l'impresa vuole essere in grado di fare domani.
Nel prossimo approfondimento faremo un ulteriore passo:
prenderemo un'attestazione SOA e la confronteremo con i requisiti di una gara di lavori, per capire quando la qualificazione posseduta è sufficiente e cosa occorre verificare quando una categoria o una classifica non coincidono con quelle richieste.
Riferimenti normativi
- D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36, art. 100;
- Allegato II.12 al D.Lgs. 36/2023;
- disciplina dell'Allegato II.12 relativa al sistema di qualità aziendale;
- disciplina dell'Allegato II.12 relativa alla durata dell'attestazione, verifica triennale e rinnovo;
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 27 – patente a crediti;
- indicazioni dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro sulla patente a crediti;
- Manuale ANAC sulla qualificazione per l'esecuzione di lavori pubblici.
Nota: la situazione della singola impresa deve essere verificata sulla normativa vigente, sull'attestazione posseduta e sui requisiti effettivamente maturati.
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