PERCORSO GUIDATO · QUALIFICAZIONE SOAPassaggio 3 di 5

Gara di lavori pubblici: come verificare se la SOA dell'impresa è sufficiente

Come confrontare categorie, importi e classifiche richiesti da una gara con l'attestazione SOA dell'impresa. Guida pratica alla verifica dei requisiti.

Dalla SOA alla gara concreta

Nel precedente approfondimento della TRT Academy abbiamo visto che l'attestazione SOA può essere considerata, in termini semplici, come una sorta di “patente” per l'esecuzione dei lavori pubblici sopra i 150.000 euro.

Ma il problema concreto per un'impresa nasce quando arriva una gara.

Si apre il disciplinare e si trovano, ad esempio, indicazioni come:

OG1 – categoria prevalente – € 1.050.000

OS6 – categoria scorporabile – € 280.000

A quel punto la domanda non è più:

“Abbiamo la SOA?”

La domanda diventa:

“La SOA che possediamo è adeguata a questa specifica gara?”

Per rispondere non basta guardare la classifica più alta presente sull'attestazione.

Bisogna confrontare, uno per uno, categorie e importi indicati nella documentazione di gara con le categorie e le classifiche effettivamente possedute dall'impresa.

Vediamo come farlo con un metodo pratico.

1. Partire dalla gara, non dall'attestazione

Uno degli errori che si possono commettere è partire dalla propria attestazione e cercare semplicemente nel disciplinare una categoria che già conosciamo.

Il ragionamento dovrebbe essere inverso.

Prima leggiamo ciò che richiede la gara.

Poi verifichiamo se l'impresa possiede la qualificazione necessaria.

Nella documentazione di gara occorre quindi individuare almeno:

  • l'importo complessivo dei lavori;
  • la categoria prevalente;
  • le eventuali categorie scorporabili;
  • l'importo attribuito a ciascuna categoria;
  • le eventuali prescrizioni specifiche relative alla qualificazione e all'esecuzione delle lavorazioni.

Soltanto a quel punto prendiamo l'attestazione SOA dell'impresa.

Metodo operativo: prima il disciplinare, poi la SOA. Non dobbiamo cercare nella gara ciò che possediamo; dobbiamo verificare se possediamo ciò che la gara richiede.

2. Individuare la categoria prevalente

Nella documentazione di una gara di lavori viene individuata una categoria prevalente e possono essere indicate ulteriori categorie di lavorazioni scorporabili.

Immaginiamo un intervento nel quale troviamo:

OG1 – € 1.050.000 – categoria prevalente

e:

OS6 – € 280.000 – categoria scorporabile

La prima verifica riguarda quindi la OG1.

Se l'impresa possiede:

OG1 – Classifica III

abbiamo una corrispondenza di categoria.

Ma non abbiamo ancora terminato la verifica.

Dobbiamo controllare se la classifica posseduta è adeguata all'importo da qualificare.

Questo è il motivo per cui categoria e classifica non possono essere analizzate separatamente.

3. Confrontare l'importo con la classifica posseduta

Nel nostro esempio l'impresa possiede:

OG1 – Classifica III

La Classifica III ha come valore nominale:

€ 1.033.000

La gara presenta invece:

OG1 – € 1.050.000

A una prima lettura sembrerebbe quindi mancare qualcosa:

€ 1.050.000 > € 1.033.000

Ma fermarsi qui porterebbe a una conclusione troppo affrettata.

Dobbiamo infatti considerare anche una delle regole più importanti nella verifica della qualificazione:

l'incremento del quinto.

4. Considerare l'incremento del quinto

L'Allegato II.12 al D.Lgs. 36/2023 prevede che la qualificazione in una categoria abiliti l'operatore economico a partecipare alle gare e a eseguire lavori nei limiti della propria classifica incrementata di un quinto, secondo le condizioni previste dalla norma.

In termini matematici significa considerare il 120% del valore della classifica.

Per la Classifica III:

€ 1.033.000 × 1,20 = € 1.239.600

Nel nostro esempio abbiamo quindi:

Categoria richiesta: OG1

Importo: € 1.050.000

Categoria posseduta: OG1

Classifica posseduta: III

Limite con incremento del quinto: € 1.239.600

L'importo della categoria rientra quindi nel limite così determinato.

Questo semplice controllo può cambiare completamente la prima valutazione della gara.

Errore da evitare: confrontare l'importo richiesto esclusivamente con il valore nominale della classifica senza verificare la possibilità di utilizzare l'incremento del quinto.

Per raggruppamenti e consorzi l'applicazione dell'incremento del quinto è soggetta alle specifiche condizioni previste dalla normativa.

5. Non fermarsi alla categoria prevalente

A questo punto potremmo pensare:

“OG1 verificata, quindi possiamo partecipare.”

Non necessariamente.

Nel nostro esempio esiste anche:

OS6 – € 280.000 – categoria scorporabile

Supponiamo che l'impresa possieda:

OS6 – Classifica I

Il valore nominale della Classifica I è:

€ 258.000

Applicando l'incremento del quinto:

€ 258.000 × 1,20 = € 309.600

Dal punto di vista del rapporto tra categoria, classifica e importo, i € 280.000 rientrano quindi nel limite così determinato.

Abbiamo effettuato una prima verifica anche sulla seconda categoria.

Ma questo non significa che, in qualsiasi gara, l'analisi delle categorie scorporabili possa fermarsi a una semplice operazione matematica.

6. Cosa succede se manca una categoria?

Modifichiamo il nostro esempio.

La gara continua a prevedere:

OG1 – € 1.050.000 – prevalente

OS6 – € 280.000 – scorporabile

ma l'impresa possiede soltanto:

OG1 – Classifica III

e non possiede la OS6.

Possiamo concludere immediatamente:

“Non possiamo partecipare”?

Non necessariamente.

Ma non possiamo neppure concludere automaticamente il contrario.

Quando manca una categoria prevista dalla gara occorre effettuare un'analisi ulteriore.

Bisogna verificare, tra gli altri aspetti:

  • la natura della categoria;
  • le regole di qualificazione applicabili alla relativa lavorazione;
  • quanto stabilito dalla documentazione di gara;
  • la possibilità e le condizioni di ricorso al subappalto;
  • l'eventuale possibilità di partecipare mediante raggruppamento temporaneo di imprese;
  • l'eventuale ricorso ad altri strumenti previsti dal Codice, quando consentiti.

È quindi importante non confondere due affermazioni:

“Non possiedo quella categoria SOA”

e

“Non posso partecipare alla gara”.

Non sono necessariamente la stessa cosa.

Concetto operativo: quando manca una categoria, la verifica non è conclusa. Inizia una seconda analisi: occorre capire come quella lavorazione può essere assunta o eseguita e quali requisiti devono essere posseduti per partecipare correttamente alla procedura.

Il tema è particolarmente importante e merita un approfondimento dedicato.

7. Una classifica superiore in un'altra categoria non risolve il problema

Consideriamo un altro caso.

La gara richiede:

OG1 – € 1.050.000

L'impresa non possiede OG1 ma dispone, ad esempio, di:

OG3 – Classifica V

Dal punto di vista economico la Classifica V è molto superiore all'importo richiesto.

Ma questo non significa che possa essere utilizzata automaticamente come se fosse una qualificazione OG1.

La classifica è collegata alla categoria nella quale è stata conseguita.

Una classifica elevata in OG3 non diventa quindi, per il solo fatto di essere economicamente superiore, una qualificazione OG1.

Questo è uno dei motivi per cui è poco significativo parlare genericamente di:

“un'impresa con una SOA alta”

senza sapere in quali categorie siano state conseguite le relative classifiche.

8. Attenzione all'importo complessivo dell'appalto

Un altro errore possibile consiste nel confrontare la classifica posseduta esclusivamente con l'importo complessivo della gara.

Riprendiamo il nostro esempio.

L'appalto complessivamente vale:

€ 1.330.000

ed è composto da:

OG1 – € 1.050.000

OS6 – € 280.000

Dire semplicemente:

“L'appalto vale € 1.330.000, quindi serve una SOA che copra € 1.330.000”

non descrive correttamente l'analisi da effettuare.

La documentazione di gara ha infatti individuato categorie e relativi importi.

La verifica deve quindi tenere conto della struttura della qualificazione richiesta, delle lavorazioni che l'impresa intende assumere e delle regole applicabili alle singole categorie.

In altre parole:

l'importo complessivo dell'appalto è importante, ma da solo non basta per verificare i requisiti SOA della gara.

9. Il disciplinare resta fondamentale

La SOA ci dice quali qualificazioni possiede l'impresa.

La normativa stabilisce le regole generali.

Ma quando dobbiamo decidere se partecipare a una determinata procedura dobbiamo leggere attentamente anche bando, disciplinare e documentazione di gara.

È lì che troviamo la struttura concreta dell'appalto.

Per questo una verifica operativa non dovrebbe limitarsi a:

“Categoria presente? Sì o no.”

Occorre capire come quella categoria si inserisce nella specifica gara.

La documentazione può infatti individuare:

  • categoria prevalente;
  • categorie scorporabili;
  • relativi importi;
  • classifiche;
  • condizioni relative alla qualificazione;
  • prescrizioni riguardanti l'esecuzione delle lavorazioni.

La lettura della SOA e quella del disciplinare devono quindi procedere insieme.

10. Una verifica pratica in cinque passaggi

Quando arriva una nuova gara possiamo utilizzare una semplice sequenza operativa.

PASSAGGIO 1 – Leggere la struttura dei lavori

Individuare importo complessivo, categoria prevalente e categorie scorporabili.

PASSAGGIO 2 – Annotare gli importi per categoria

Non fermarsi all'importo complessivo dell'appalto.

PASSAGGIO 3 – Confrontare le categorie con l'attestazione

Verificare quali categorie richieste risultano effettivamente possedute dall'impresa.

PASSAGGIO 4 – Controllare le classifiche

Verificare il livello della qualificazione e considerare correttamente l'eventuale incremento del quinto.

PASSAGGIO 5 – Analizzare ciò che manca

Se una categoria non è posseduta o la qualificazione appare insufficiente, non fermarsi alla prima impressione.

Occorre verificare le regole relative alla lavorazione e le possibili modalità con cui può essere strutturata la partecipazione alla gara.

Questa sequenza permette di trasformare la lettura della SOA da semplice controllo documentale a una vera analisi preliminare della partecipazione.

Il vero obiettivo non è sapere se abbiamo la SOA

Torniamo quindi alla domanda iniziale.

Un'impresa riceve una gara.

Possiede un'attestazione SOA valida.

Può partecipare?

La risposta non deriva dalla semplice esistenza dell'attestazione.

Dobbiamo mettere in relazione:

GARA

categoria prevalente + categorie scorporabili + importi + condizioni

con:

IMPRESA

categorie possedute + classifiche + modalità con cui intende partecipare.

Solo dal confronto tra questi elementi possiamo iniziare a stabilire se la qualificazione posseduta è adeguata o se occorre approfondire ulteriormente la struttura della partecipazione.

Questa capacità di lettura permette inoltre di evitare due errori opposti:

partecipare senza possedere correttamente i requisiti

oppure

rinunciare a una gara pensando erroneamente di non avere una qualificazione sufficiente.

Conclusioni

L'attestazione SOA non deve essere letta isolatamente.

Deve essere messa a confronto con il disciplinare di gara, analizzando le categorie e gli importi indicati per le diverse lavorazioni.

Per ogni gara dovremmo quindi chiederci:

Quale categoria è richiesta?

Qual è il relativo importo?

Possediamo quella categoria?

La nostra classifica è sufficiente?

Possiamo applicare l'incremento del quinto?

Ci sono categorie mancanti o condizioni particolari da approfondire?

Questo è il passaggio che trasforma la SOA da semplice documento conservato in azienda a strumento operativo per valutare la partecipazione a una gara.

Ma proprio l'ultima domanda apre uno degli aspetti più interessanti.

E se manca una categoria SOA?

La mancanza di una delle categorie indicate nella documentazione di gara non porta necessariamente, da sola, alla conclusione che l'impresa non possa partecipare.

Occorre capire quale categoria manca, quale ruolo assume nell'appalto e quali regole si applicano alla relativa lavorazione.

A seconda del caso possono entrare in gioco strumenti e istituti differenti, come il subappalto, la partecipazione in raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) o, quando consentito e alle condizioni previste dalla normativa, l'avvalimento.

È quindi necessario andare oltre il semplice confronto tra attestazione e disciplinare e analizzare concretamente come l'impresa può strutturare la propria partecipazione alla gara.

Sarà proprio questo il tema del prossimo approfondimento della TRT Academy:

“Categoria SOA mancante in gara: subappalto, RTI, avvalimento e possibilità di partecipazione”.

Partiremo da una situazione molto comune: una gara interessante, una qualificazione non perfettamente coincidente con tutte le categorie richieste e una domanda concreta:

possiamo comunque partecipare?

Fonti normative e riferimenti

  • D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici;
  • art. 100 del D.Lgs. 36/2023 – requisiti di ordine speciale;
  • Allegato II.12 al D.Lgs. 36/2023 – sistema di qualificazione e requisiti per gli esecutori di lavori;
  • Allegato II.12, art. 2 – categorie e classifiche;
  • ANAC – Delibera n. 413 del 22 ottobre 2025;
  • ANAC – Manuale sull'attività di qualificazione per l'esecuzione di lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro – Edizione ottobre 2025.

Nota: il presente approfondimento ha finalità divulgative e operative. La verifica dei requisiti deve essere effettuata sulla normativa vigente e sulla documentazione della specifica procedura di gara.

Hai bisogno di strumenti operativi?

Nell’Area Riservata TRT trovi applicativi, modelli, guide e documentazione professionale.

Scopri l’Area Riservata